tools

 

Oggetti naturali e non, rinvenuti in itinere, attraggono l’attenzione.

Osservandoli, toccandoli, lasciandosi guidare si palesano come mappe, amuleti, oggetti propiziatori, icone di forze incommensurabili, si fanno attrezzi.
I tools aprono porte sull’indicibile, su quello che nel nostro profondo la Natura ci chiede di essere ma che ci impediamo di raggiungere; ci guidano verso la barbarie della libertà, l’assoluta potenza dell’essere noi stessi.
In questo nostro tempo occidentale, ricolmo di tutto, traboccante di sapere, di eccellenze, di apparenza, gli esseri umani scivolano nel virtuale, connessi al niente, barattando la vita con l’illusione.
Come un contemporaneo uomo primitivo jacopo sbolci lascia, sulle pareti delle nostre moderne caverne, le sue opere come attuali pitture rupestri, come monito per l’osservatore.


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